Studio Gorm propone un mobile da cucina autosufficiente denominato "Flow and the kitchen of terrestrial mechanics".
I due designer così descrivono il progetto nel loro sito: “è una cucina viva, in cui si incontrano natura e tecnologia in una relazione simbolica. I vari processi fluiscono in un ciclo naturale che minimizza gli sprechi di energia ed acqua e riutilizza i rifiuti organici".
Flow Kitchen fornisce non solo uno spazio in cui preparare del cibo, ma anche un contesto che aiuta a capire i processi ciclici della natura. Il cibo viene conservato (in appositi contenitori refrigerati per evaporazione), cotto e trasformato in compostaggio che andrà a fertilizzare i vasi di piante ed erbe aromatiche che fanno parte integrante del progetto.
I singoli componenti possono essere utilizzati indipendentemente l’uno dall’altro, ma sono più efficienti se impiegati tutti insieme all’interno di un sistema integrato. La cucina è infatti un sistema flessibile in cui le risorse vengono riutilizzate per minimizzare i consumi e gli sprechi.
L’acqua dal lavello va ad irrigare le piantine e le erbe aromatiche che assorbono anche le gocce di acqua che cadono dai piatti messi ad asciugare. I resti organici passano direttamente dal tagliere al raccoglitore per il compostaggio.
Lo Studio Gorm è nato dalla collaborazione tra John Arndt e Wonhee Jeong che si sono conosciuti alla Design Academy di Eindhoven.