Intervista a Luigi Taglienti

Intervista a Luigi Taglienti

La sua giovane età non deve tradire: Luigi Taglienti è uno chef con un bagaglio di cultura gastronomica che affonda le sue radici indietro nel tempo per diverse generazioni. È possibile gustare la sua arte culinaria presso le “Antiche Contrade” di Cuneo del patron Giorgio Chiesa.
Com’è nata la sua passione per la cucina?

Il mio amore per la cucina nasce tra le mura di casa. La mia bisnonna era cuoca nei casali toscani: certo, a livello amatoriale, ma è riuscita a trasmettere, di generazione in generazione, una cultura culinaria basata sui semplici e buoni sapori e profumi da trattare con mani sapienti. I suoi insegnamenti e consigli sono giunti sino a me e sono il principale motivo della mia passione per la cucina.

Abbiamo definito “Amarfood”, quei cibi che riportano alla mente la figura di un parente o un momento felice del passato. Quali piatti le ricordano l’infanzia?

Moltissimi. Una cosa però che ripropongo spesso alle “Antiche Contrade” e che stupisce sempre i clienti per semplicità e bontà è un dessert che amo chiamare Souvenir della mia infanzia. Una spuma di latte e menta fredda con biscottini burrosi e marmellatine casalinghe. Oppure la Crema della nonna: una crema grumata arricchita con savoiardi.

Secondo la Wellness Cucina, l’atto della preparazione è un momento di vero relax. Per lei cucinare è ancora un momento di piacere? O lo vive come “puro lavoro”?

Assolutamente puro piacere. Far da mangiare è qualcosa di fisiologico, è un momento di relax che vivo con la testa e con le mani, sentendo al tatto gli alimenti. La tranquillità mentale è fondamentale per creare quell’armonia che è alla base di una cucina perfetta.

Le capita di organizzare a casa sua cene con amici? Come apparecchia la tavola?

Purtroppo mi capita raramente di cucinare a casa. Quando invito amici o parenti, la mia fidanzata si occupa della tavola. Io faccio un salto al ristorante per rifornirmi di pentole e stoviglie. Anche se i fuochi non sono gli stessi, mi diletto a preparare piatti semplici, ma di gusto.

Potrebbe proporci una ricetta che preveda l’impiego del formaggio?

Mi piace tantissimo il gorgonzola naturale. A volte propongo un guscio di indivia belga farcita con mela verde caramellata e tocchetti di gorgonzola con una retina arrosticciata di maiale, croccante e succosa al punto giusto.

Secondo lei, cosa manca oggi nelle case degli italiani nella preparazione quotidiana degli alimenti?

Mentre i francesi da sempre mangiano fuori nei bistrot, ciò che ha fatto grande l’arte culinaria italiana è la cultura gastronomica e artigianale che nasce tra le mura di casa. Dovremmo riscoprire certi gusti del passato, il semplice atto di far da mangiare e sedersi a tavola come si faceva una volta quando la famiglia si riuniva per scambiarsi idee e confrontarsi. Bisognerebbe ripartire dalla ricerca della materia prima, per una cucina classica e regionale. Tornare all’antico per non perdere tradizioni e ricette famigliari.




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