I nuovi orizzonti della ristorazione

I nuovi orizzonti della ristorazione

La ristorazione risente della crisi finanziaria. Alcuni consumatori ripiegano sulla cucina domestica, altri vogliono spendere meno senza rinunciare alla qualità. Molti ristoranti in tutto il mondo aprono secondi locali con menù e servizio più easy, seguendo l’esempio francese dei “Bistrot”. Ma non solo…

Da un lato la ristorazione di qualità ha costi molto alti: personale, ingredienti, varietà dei menù.
Dall’altro i consumatori sono assillati dal non spendere troppo, riducono il vino per timore di vedersi ritirare la patente e raramente consumano un pranzo completo (dall’antipasto al dessert). Risultato: sempre meno i coperti (soprattutto a pranzo), in calo il conto medio dei clienti.

Alcuni rinomati ristoranti hanno chiuso o si sono trasferiti per ridurre i costi di gestione, altri cercano nuove formule per far fronte alla situazione e riconquistare i clienti. Ambienti e servizio meno impegnativi, ma cucina molto curata. Un buon compromesso che piace a chi non può più spendere troppo per un pranzo o una cena.

A New York, Le Cirque del toscano Sirio Maccioni ha lanciato un menù veloce a prezzo fisso contenuto.

Claudio Sadler ha aperto a Milano, accanto al suo locale principale, il Chic’n Quick con menù semplici e vino al bicchiere. Sempre a Milano, il Caffè Trussardi al pianterreno del Palazzo offre soluzioni più abbordabili rispetto al ristorante Trussardi alla Scala del piano superiore.

A Sarmeola di Rubano (Padova), accanto allo stellato Calandre la famiglia Alajmo ha aperto il Calandrino. Un gradevole bistrot che coniuga varietà dell’offerta e prezzi concorrenziali.

A Senigallia, Moreno Cedroni affianca alla storica Madonnina del Pescatore un chiosco informale sulla spiaggia (il Clandestino Susci Bar e Anikó una salumeria ittica che offre carpacci, ostriche e tante specialità di mare.

Il maestro della cucina francese Marc Veyrat (che oltre alle 3 stelle Michelin è l’unico cuoco ad aver ottenuto i 20/20 dai severissimi critici della Gault e Millau) si è spinto oltre. Come spiega nella video intervista:

  • ha chiuso il suo Auberge de l'Eridan in Alta Savoia (dai 300 euro in su a pasto) per aprire a Manigod un piccolo locale costruito seguendo i canoni della bio architettura che offre cibi biologici e carne dell'allevamento interno.
  • ha avviato a Annency un progetto pilota denominato Cozna Vera. Una sorta di fast food del biologico.

Enrico Forzato

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