Lo spettacolo “Teatro - Cucina intrattenimento conviviale in cinque portate e due atti” torna a Milano fino al 15 dicembre. I trenta spettatori commensali prendono posto a una tavolata a ferro di cavallo di fronte alla scena (vero e proprio laboratorio di cucina).
Ogni portata è collegata alla drammaturgia. I personaggi mutano, così come la musica e i vini che si susseguono in un'atmosfera onirica.
Gli spettatori, sorpresi, poco a poco entrano in scena, assaporano i cibi, ascoltano, annusano, ricordano… sempre più coinvolti dall’insolita esperienza multisensoriale. E alla fine dello spettacolo, che dura circa due ore, entrano in intima relazione con la compagnia che si pone il duplice obiettivo di nutrire il corpo e l’anima.
Come sottolinea Saverio Paffumi, del Gambero Rosso, “Non è un approccio teatrale al cibo, è un approccio gastronomico al teatro. Non è la vita che racconta il cibo. E' il cibo che racconta la vita”.
Il progetto raccontato dall’autore Valentino Infuso
L’idea di teatralizzare il cibo parte da alcune riflessioni sulle possibilità espressive ed emotive di singoli ingredienti e di determinate portate. Il cibo racconta l’archetipo della vita stessa fatta di piccoli gesti, memorie, suggestioni, odori e sensazioni.
L’obiettivo di ricreare nel rapporto attore-spettatore qualcosa che avesse la stessa forza intima della condivisione conviviale, piace alla regista Elisabetta Faleni che inizia a collaborare all'iniziativa.
Ad accompagnare i suoni degli utensili e della materia organica interviene un ultimo ingrediente: la musica. Alla colonna sonora riprodotta, si aggiungono sonorità dal vivo eseguite dal maestro Roberto Zanisi che introduce piatti di metallo e darbuka, bicchieri di vetro e cucchiaie di legno.
Per la parte squisitamente enogastronomica il menù cerca di coniugare tempi di cottura e ritmi teatrali. Si privilegia la cucina della nonna, quella regionale della tradizione (anche se non tutti i piatti vengono preparati in scena).
Nel 2003 Teatro-Cucina si avvale dell'amichevole partecipazione del cuoco Davide Oldani che, con la propria esperienza e la propria tecnica, valorizza la parte più strettamente culinaria della performance.
Lo spettacolo è stato rappresentato dal 2001 al 2004 a Milano. Poi, dopo una pausa, nel 2007 viene riproposto al Festival Opera Estate in Veneto e a Modena.
Ora lo spettacolo che ha dato il nome ad un genere torna a Milano (fino al 5 dicembre) allo Spazio"Al-Kimiya Lab" in via Pienza, 11 - Naviglio Pavese.
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Enrico Forzato