A San Vito Lo Capo, il Cous Cous è stato protagonista di un festival con i migliori chef del Mediterraneo e contemporaneamente simbolo dell’incontro fra civiltà apparentemente lontane
Il Cous Cous, il piatto che più accomuna i popoli del bacino mediterraneo, diviene simbolo di pace e vicinanza tra le civiltà che si affacciano sul mare nostrum. Il Cous Cous Fest, che si è tenuto a San Vito Lo Capo (Trapani) dal 22 al 27 settembre, è divenuto un appuntamento di rilievo internazionale, nonché occasione d’incontro e scambio culturale tra i rappresentati dei paesi dell’area europea e mediterranea. La 12esima edizione ha visto il successo dello slogan “Make cous cous, not war!”
Preparando un piatto semplice ma che permette di sbizzarrirsi in mille evoluzioni e variazioni sul tema, le popolazioni del Mediterraneo – oggi distanti culturalmente e talvolta purtroppo anche ostili tra loro – riscoprono le comuni radici della tavola e dell’arte culinaria. Emblema del dialogo e del confronto tra le differenti civiltà, la gara gastronomica internazionale di Cous Cous ha visto gareggiare i migliori chef del Mediterraneo, del Medio Oriente e dell’Africa (Costa d’Avorio, Francia, Israele, Italia, Marocco, Palestina, Senegal e Tunisia) nella realizzazione del proprio tradizionale ‘semolino’.
E gli italiani, dopo il lontano 2002, sono tornati a vincere grazie all’appetitosa ricetta di cous cous di pesce, con finocchietto selvatico e medaglione di mostella, elaborata dagli chef sancitesi Giuseppe Favaloro e Vincenzo Caradonna, con la collaborazione del torinese Enrico Bricarello. Una ricetta semplice ma gustosissima in cui basta rosolare cipolle, aglio, mandorle, scorza di limone, peperoncino e cannella a stecca, a cui aggiungere le mostelle. Sbollentando il finocchietto selvatico e aggiungendolo al brodo di pesce, sarà sufficiente utilizzare tutti questi ingredienti saporiti per condire il cous cous, cuocendolo per un’ora e mezza. Dopo averlo bagnato col brodo, lasciarlo riposare per 30 minuti, ed il cous cous più buono del 2009 è pronto sulla vostra tavola.
Il premio del pubblico, invece, è stato assegnato al Senegal, rappresentato da due donne chef, Ba Diatou e Fatou Mbelgue, che hanno estasiato il palato della giuria popolare con un cous cous di pesce al forno. Ad impreziosire la vittoria, la piccola Eva, figlia di Fatou Mbelgue, che non ha mai abbandonato la mamma durante la preparazione del piatto.
In cucina, dunque, grazie alla preparazione delle pietanze, non si ritrova soltanto il benessere ed il relax. La preparazione del Cous Cous è infatti un esempio di come l’atto del cucinare, attraverso lo studio di una ricetta appartenente a differenti tradizioni gastronomiche, la lavorazione degli ingredienti e la conoscenza della diverse storie e provenienze, sia un percorso di profonda scoperta e incontro con culture talvolta solo apparentemente lontane.