Food Sound System

Food Sound System

Il trentunenne Daniele De Michele, salentino che oggi vive in Francia, in arte donpasta.selecter, ha una “personalità multipla”: dj di notte nei week end, economista in una società di consulenza per la gestione di programmi di finanziamento per la Comunità Europea e chef per passione.

Da questo mix nasce Food Sound System - progetto divenuto un libro, edito da Kowalski - e uno spettacolo multimediale in cui la preparazione di un piatto diventa lo strumento per ampliare il discorso sull’atto del mangiare inteso come origine, territorio, musica e consumo di prodotti tipici di una determinata zona.
Questi ingredienti si legano a suggestioni personali e musicali che ha Daniele ha incontrato nel suo girovagare per l’Europa, tra Salento, Roma, Parigi e Spagna.

Food Sound System non ha come obiettivo quello di educare al gusto o all’ascolto, ma piuttosto quello di riconoscere un certo modo di godere dei piaceri e dell’arte del mangiare, del sentire musica e del viaggiare.

La figura del narratore, interpretato da donpasta.selecter, è accompagnata da video “gastronomici” e dall’ensemble napoletano Mescla che interpreta musicalmente i testi e le emozioni di donpasta attraverso voci, immagini e suoni.

Come nasce l’idea di fondare il “Food Sound System”?

Questo progetto è sicuramente il sunto della mia storia e delle mie passioni. Già da quando ero molto piccolo ascoltavo musica. Un giorno, entrando nella stanza di mio fratello, ascoltai London Calling dei Clash, per la prima volta e cambiò la mia visione del mondo.

All’epoca, in Salento, le cose da fare per passare il tempo erano davvero poche, così la mia stanza si trasformò presto in un luogo in cui immaginavo viaggi e mondi lontani, come la Londra di Brixton o lo Studio One di Kingston dove Bob Marley e Peter Tosh inventavano il reggae. Questo stato di solitudine si intrecciava con i ritmi calmi dei pasti familiari, infiniti, poveri e allo stesso tempo ricchi di piacere.
Probabilmente lì nacque questa propensione alla riflessione solitaria e alla cura dell’immaginazione.

Ti definisci un gastrofilosofo musicale, unendo così il concetto di cucina a quello di musica. Ma quanto importante è per te ascoltare la musica durante la preparazione di cibi?

La musica è tutto, l’atto del cucinare è il momento più bello che si possa trascorrere anche in compagnia di una donna perché riesci a viaggiare con la fantasia e hai modo di chiacchierare senza interferenze dall’esterno.
Visto che uno degli atti fondanti del vivere la cucina è la convivialità, si dovrebbe tenere la televisione il più lontano possibile dall’ambiente della cucina perché si rischia altrimenti di non vivere fino in fondo uno dei momenti più belli: il cucinare insieme, il momento più bello da regalare anche a sé stessi e che lascia il tempo per riflettere.

Nella Wellness Cucina la cucina si trasforma in una sorta di centro benessere. Come si può trasformare l’atto del cucinare in divertimento?

Per esempio preparando piatti tipici di altri paesi che abbiamo assaggiato in un ristorante etnico. È divertente cercare di riproporre nella propria cucina di casa questi piatti.
La cultura gastronomica fa parte di tutti i paesi del mondo e, applicare questo gioco a casa propria aiuta sé stessi a sperimentare la propria creatività.

Qual è l’evento più spettacolare in cui hai unito il cibo alla musica?

Sicuramente è “In the food for love”, l’evento che ho realizzato con un circo in Francia, patria del circo contemporaneo, una delle massime espressioni della creatività.
Sono serviti due mesi e mezzo di preparazione. Eravamo in dieci sul palco tra acrobati, trapeziste, giocolieri e musicisti a cucinare e parlare di amore, resistenze, esodi, libertà e fragilità. Uno spettacolo in cui si unisce il nouveau cirque alla musica, al cinema, alla cucina e al teatro.

La cucina è il momento degli affetti, del cucinare per se stessi e per gli altri, infatti “In the food for love” non è uno spettacolo di cucina, ma uno spettacolo che le ruota attorno, che la vede come luogo sociale e punto di incontro di storie e persone, con una porta sempre aperta per ricevere ospiti e amici, tra grandi tavole imbandite per tanta gente. Mentre nell'olio fondevano zucchine, peperoni e melanzane cominciavano a risvegliarsi i sensi degli splendidi numeri di circo che illuminavano lo sguardo.

Riesci ad abbinare dei musicisti a determinati piatti?

Naturalmente ogni piatto può essere abbinato a un tipo di musica diversa, ogni piatto cambia a seconda dell’umore che si prova nel momento in cui lo si cucina. Durante la preparazione del piatto io consiglio questa musica:

  • Chet Becker: antipasto con fois gras
  • Vincent Gallo: (rock calmo): zuppa toscana
  • Billy Hollyday: fondant au chocolat
  • Massive Attack: mentre si beve un rosso Bourgogne Souvigny o un Les beaumes.
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DONPASTA

Daniele De Michele nasce e vive a Otranto (Le) fino all'età di 18 anni. Appena terminata la scuola, si trasferisce a Roma. Don Pasta selecter è un dj-economista, appassionato di gastronomia. Ha partecipato a importanti eventi:

  • a Slow Food on film
  • al Time in Jazz di Paolo Fresu
  • alla Città del Gusto del Gambero Rosso
  • a Taste di Pitti immagine a Firenze
  • al Mescolanze Food Festival di Rovereto
  • alla Notte Bianca di Napoli.

Scrive per Left Avvenimenti e Week-end viaggi e collabora con Smemoranda, Alias, l’Università del Gusto di Slow Food, CasArtusi e Cultura gastronomica.
Attualmente vive a Toulouse e sta lavorando al progetto “In The Food For Love”, spettacolo di cucina e circo contemporaneo e alla registrazione del disco “The Dark Side of Food”.