Roberta Schira, psicologa del gusto, scrive di cucina sapendo cucinare. Nel suo ultimo libro “Cucinoterapia” (Salani) ci svela come la preparazione del cibo porti benefici alla mente, al cuore e all’anima. Non solo a chi sta dietro ai fornelli, ma anche ai familiari e agli amici. Perché la cucinoterapia è realmente efficace quando c’è interazione. (Foto di Paolo Ranzani).
L’ideazione, la manipolazione, la creazione, l’assaggio e il convivio rappresentano tappe di un percorso gratificante che ci aiuta a ritrovare il nostro “centro” e a stabilire rapporti armoniosi con gli altri e il mondo esterno.
Roberta Schira parla di soul food, cibo per l’anima e di cucinoterapia. Che può essere praticata da tutti, non solo dalle casalinghe sull’orlo di una crisi di nervi. Dai single, dai bambini, dalle persone anziane, dai top manager…
A noi sembra la migliore risposta al junk food, ai cibi precotti, al cenare distrattamente sciroppandosi improbabili spettacoli televisivi. Come se non bastasse il pranzo consumato in pochi minuti, magari in piedi, pianificando le attività professionali che ci attendono nel pomeriggio…
Cucinoterapia, pur contenendo varie ricette, non è un ricettario. Piuttosto un invito a riscoprire l’atto del cucinare, a vivere meglio grazie al cibo. Per passare dal “Sto male, quindi mangio” al “Sto male, quindi cucino”.
Ho letto nel tuo sito che adori il pane e formaggio. Cosa non manca mai nel tuo frigorifero?
Sì, e vero, come affermo in Cucinoterapia ciascuno ha il proprio comfort food e questo è il mio. Mio padre aveva un caseificio e lui mi ha insegnato a riconoscere il retrogusto di alcuni formaggi. In fondo noi mangiamo i nostri ricordi. Una volta il mio frigorifero strabordava sempre, ora ho imparato a comprare alimenti freschi il più possibile. Questo mi obbliga a fare la spesa quasi quotidianamente e mi piace molto.
Come dovrebbe essere l’ambiente cucina?
Nei miei libri parlo di cibo come mezzo e non come fine. Ecco, da questo si evince che non è importante né il cosa né il dove, ma solo il come. Io sono una fautrice del pic nic: ogni luogo dove si respiri un'atmosfera emotivamente sana e rilassante è ideale per consumare cibo, da un prato, a un tetto, da un enorme letto a due piazze al ponte di una barca. Una tavola spoglia ma con un piatto pieno di vita e cucinato con passione per me è estremamente ricca.
Hai un suggerimento per i lettori di Wellness cucina?
Ribadisco il messaggio di Cucinoterapia: manipolare la materia ed esprimere la propria creatività attraverso il cibo ci dà la possibilità di amare l'Altro, di accudirlo attraverso l'Atto di cucinare. Ciò non richiede necessariamente un grande talento: due ingredienti possono già essere un piatto.