La spesa "intelligente" al supermercato

La spesa "intelligente" al supermercato

Non sempre possiamo rivolgerci al fruttivendolo, alla drogheria di fiducia, alle bancarelle dei mercati rionali. Ma per fare una spesa intelligente in un punto vendita della grande distribuzione, meglio conoscere le logiche di vendita utilizzate.

Il merchandising non lascia nulla al caso: la musica, la disposizione e il packaging dei prodotti, le offerte promozionali, i prodotti civetta... Tutto è pensato per indurre all’acquisto (anche dei prodotti di cui non abbiamo realmente bisogno). Solo un consumatore consapevole riesce a contrastare queste sottili strategie di marketing.

Le logiche della distribuzione moderna

Jeremy Smith nel libro "L'alimentazione come ecologia" presenta i 19 trucchi utilizzati dai supermercati per manipolare le nostre menti e massimizzare i profitti. Ecco alcuni esempi. 

  •  I fornitori di frutta e verdura vengono spinti ad anticipare il raccolto in modo che i prodotti durino più a lungo (anche se non hanno caratteristiche nutrizionali ottimali).
  • Le offerte promozionali paghi uno e prendi due o 3 X 2 inducono a consumare un prodotto in quantità maggiori rispetto alle abitudini. Prima di cedere alla tentazione, riflettere bene sul reale fabbisogno e osservare le date di scadenza dei prodotti deperibili.
  • Se accompagnati dai bambini, attenzione alle richieste compulsive determinate spesso da insistenti messaggi pubblicitari. Non cedere alla logica di rispondere alla noia e al capriccio con un acquisto.
  • I prodotti più noti e costosi vengono esposti all’altezza dello sguardo e sulla parte sinistra degli scaffali. Nei ripiani più in basso, a destra, si trovano spesso alternative più convenienti.
  • A volte per allungare il ciclo di vita di un prodotto si fanno dei restyling del packaging. Prima di essere certi di acquistare un articolo realmente nuovo, leggete attentamente l’etichetta.
  • La musica, il lay out dei prodotti e il periodico spostamento di quelli di prima necessità, inducono una maggior permanenza all’interno del punto vendita. E il maggior tempo aumenta il rischio di acquisti d'impulso.

Il supermercato come luogo di informazione

Per il consumatore attento, il supermercato non è solo luogo di acquisto, ma anche occasione di informazione alimentare. Molto importante saper leggere le etichette.

Per una valutazione di convenienza economica consultare il prezzo al chilo o al litro (obbligatorio per legge) che aiuta a scegliere i prodotti con il miglior rapporto qualità / prezzo.

Gli ingredienti vengono elencati in ordine decrescente rispetto alla quantità. Gli additivi eventualmente presenti (conservanti, antiossidanti, emulsionanti, addensanti, aromi, coloranti, correttori di acidità, esaltatori di sapidità) vengono indicati con il nome o con una sigla composta da una E seguita da un numero.

La data di scadenza (da consumarsi entro) indica la data entro la quale il prodotto altamente deperibile deve essere consumato.
Il termine minimo di conservazione, riferito a prodotti di media e lunga conservabilità, è la data entro la quale il produttore garantisce la qualità del prodotto.

Molto importante anche l’indicazione di provenienza dei prodotti ortofrutticoli, del pesce e della carne, soprattutto per chi preferisce acquistare prodotti a kilometro zero.

Nei prodotti provenienti da coltivazioni di agricoltura biologica l’etichetta deve riportare anche:

  • la denominazione di vendita del prodotto
  • la dicitura “biologico” o “Da agricoltura biologica”
  • il numero di codice dell’Autorità o dell’Organismo di controllo cui è soggetto l’operatore
  • nel caso di alimenti trasformati l’elenco degli ingredienti (almeno il 95% degli ingredienti di origine agricola deve essere biologico)
  • il nome, la ragione sociale, le sede del produttore o del confezionatore.

Enrico Forzato

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Addio al rito della spesa quotidiana

Secondo il rapporto Coldiretti/Censis sulle abitudini alimentari il 60,7 per cento degli italiani fa la spesa con frequenza settimanale mentre solo il 27 per cento delle famiglie effettua acquisti giornalieri e il 10 per cento circa si reca nel negozio addirittura una volta al mese.

La spesa quotidiana resiste soprattutto al sud con il 35 per cento e al centro Italia con il 29,6 per cento mentre cede  nel nord est (22.8 per cento) e soprattutto nel nord ovest (17,4 per cento).

L’orientamento verso la spesa settimanale se da un lato consente di risparmiare tempo, dall’altro ha sicuramente effetti sulla conservabilità dei prodotti e sugli sprechi alimentari.