Nei fine settimana d’inizio estate, quando aumenta la voglia di uscire di casa a pranzo e il richiamo della natura diventa irrefrenabile, potete ritrovare il benessere psicofisico organizzando e preparando un bel picnic con i famigliari o gli amici.
Questa usanza trova le sue origini già nel 1600, per poi trasformarsi nel XIX secolo nel più “moderno” incontro conviviale. Oggi potete seguire la filosofia della Wellness Cucina nei pic nic fuori porta, o in mezzo alla natura incontaminata.
La preparazione del picnic segue lo stesso rituale della preparazione di un buon pranzo o di una buona cena dando ancora maggior rilievo all’aspetto conviviale. Troppe volte siamo infatti fuorviati dall’idea che il picnic sia un pasto consumato velocemente, senza rispettare gli aspetti della buona e sana nutrizione.
Invece il picnic può essere salutare per il fisico e rigenerante per lo spirito dopo intere settimane all’insegna del traffico cittadino e dello stress lavorativo.
Il picnic Wellness Cucina dedica molta attenzione:
- alla preparazione del cesto, vero e proprio momento di aggregazione costruttivo e divertente, un modo nuovo per ritrovare l’unione e l’armonia della famiglia
- all’allestimento della “tavola” anche se improvvisata.
I colori della coperta e di tutte le stoviglie, prendendo spunti dalla cromoterapia, devono rigorosamente ispirarsi ai colori vivaci molto in voga quest’estate come il verde acceso o il lilla.
Come consiglia Barbara Ronchi della Rocca, la prima cosa da ricordare è la scelta del telo.
- “Se si preferisce la semplicità bucolica ve la caverete benissimo con la classica tovaglia-plaid a quadretti su cui disporre pane e salame, formaggi vari e polli arrosto su piatti di carta. Da bere, acqua minerale e un buon vino rosso leggero.
- Se aspirate al top della raffinatezza, copiate la festa di maggio a Glyndebourne, nel Sussex, il pic nic più elegante del mondo: prima di assistere al concerto di musica classica, uomini in smoking e signore in lungo tirano fuori dal baule delle Rolls i cestoni di vimini finto rustico con piatti di porcellana, posate d’argento e tovaglie di lino. Il menu? Quiche lorraine, foie gras, prosciutto S. Daniele e le immancabili bottiglie di champagne a temperatura ideale nell’acqua del laghetto.
A tutti consiglio anche dei contenitori da frigo con verdure crude già lavate e tagliate ‘a misura di boccone’, e frutta fresca da mangiare con le mani: albicocche, ciliegie, prugne, uva”.
In merito al galateo da seguire sull’allestimento della “tavola”, Barbara Ronchi della Rocca afferma: “Ogni partecipante si siede come e dove vuole, prendendosi uno o più piatti di carta, un bicchiere, eventualmente una forchetta (per insalate di pasta o di riso, o frittate). Non dovrebbero esserci coltelli individuali, e anche il pane andrebbe portato già affettato, avvolto in carta d’alluminio per mantenerlo morbido”.
E per concludere non bisogna assolutamente dimenticarsi un pallone per potersi divertire tutti insieme e allo stesso tempo fare un po’ di moto dopo il pranzo per smaltire le calorie e lo stress della settimana.
Picnic d’alta quota
Alcuni amanti della montagna abbinano all’escursione un picnic d’alta quota. Invece del solito rifugio (comodo, ma spesso super affollato) meta obbligata dei più pigri, si possono scegliere itinerari meno battuti. Dopo una rigenerante passeggiata in mezzo ai boschi, o lungo rinfrescanti torrenti, o attraverso altipiani dall'aspetto lunare cosa c’è di meglio di un picnic a base di formaggi di malga, speck, strudel di mele, torte alla ricotta e frutti di bosco?
Consigliamo vivamente le Dolomiti, recentemente riconosciute patrimonio dell’Unesco (in Italia, solo le Isole Eolie hanno ottenuto tale status). Le torri e le pale di dolomia, che Le Corbusier ha definito le strutture architettoniche naturali più straordinarie, offrono scenari da favola in mezzo a una natura incontaminata.
Nel Trentino, in Veneto e in Friuli esistono migliaia di casere, malghe abbandonate, bivacchi che offrono rifugio in caso di maltempo e che costituiscono basi d’appoggio comodissime per picnic estivi. Non è raro trovare piccole baite con tavoli e angoli attrezzati per il barbecue con legna già pronta all’uso (è buona norma ricostituire la scorta prima di andarsene). I più organizzati non dimenticano mai il caffè caldo (i termos fanno miracoli), magari accompagnato da un grappino finale.
In luglio e agosto non è raro trovare fragoline di bosco, lamponi e mirtilli che, appena colti, sono veramente una delizia. E magari, sulla via del ritorno, con un po’ di fortuna si possono cogliere i porcini e molte altre varietà di funghi per il risottino serale.
