Ormai un ricordo il carrierismo esasperato degli anni ’80. Lontano l’alternarsi di mode e modelli di comportamento che si sono susseguiti tra i ’90 e dell’inizio del 2000. Finiti gli “uomini-maschi” e i principi azzurri, sempre più in fuga dal loro ruolo e a caccia disperata dell’eterna giovinezza. In questo scenario come sta cambiando la donna e quali sono i suoi attuali modelli?
Per rispondere a queste domande il Mauri Lab ha:
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analizzato la rappresentazione della donna sui media e nel sociale a livello nazionale e internazionale (1.600 tra riviste e siti di lifestyle)
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realizzato 180 interviste a sociologi, psicologi ed esperti di comunicazione.
Gli esperti definiscono la donna d'oggi “autarchica”, in grado di badare e “bastare” a se stessa (52%), capace di vestire anche i panni che l’uomo ormai “femminilizzato” o “eternamente bambino” ha abbandonato (46%), con l'ambizione di realizzarsi, ma senza abdicare al carrierismo esasperato che ha dominato gli anni ’80 (41%).
Questo non vuol certo dire che sia felicissima della sua situazione: è in forte crisi di identità (71%), ma non è più disposta a rinunciare alla propria vita e alle proprie esigenze in attesa dell’uomo – principe azzurro (73% degli esperti intervistati).
Gli articoli e le pubblicità analizzate dal Mauri Lab, mostrano un uomo sempre più effeminato (78% delle pubblicità e 52% degli articoli legati alla figura maschile analizzati) delicato e vulnerabile (69% delle pubblicità e 47% degli articoli ) o, in alternativa, incapace di staccarsi dalla sua infanzia, dalla voglia di giocare e di fuggire dalle responsabilità (55% delle pubblicità e 48% degli articoli). Insomma sembra sempre più che il terreno di confronto tra la donna e l’uomo sia da cercarsi nella trousse e tra le creme di bellezza, come evidenzia il 61% degli esperti intervistati (in Italia ogni anno gli uomini spendono oltre 10 milioni di Euro per prodotti di bellezza).
Dall’analisi dei media e delle pubblicità emerge una donna forte e sicura di sé (68% delle pubblicità) che dimostra apertamente di saper badare a se stessa (52%), che ha imparato a supplire alla fuga dell’uomo (46%), come dimostra in moltissimi ambiti, a partire dalla maternità, dove sono sempre di più le donne che decidono di avere un figlio “a prescindere” dal compagno.
Un altro aspetto, messo in evidenza dal 41% degli intervistati, è l’equilibrio che la donna sta cercando di costruire tra lavoro-realizzazione professionale e vita privata. Out quindi il carrierismo degli anni ’80, che le ha portate a una fuga dalla casa, torna la voglia di costruirsi un nido (39%), fenomeno che è evidente anche analizzando i mutamenti nella struttura delle case:
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meno importanza alla zona di rappresentanza, quella ufficiale, come il salotto
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mentre torna a crescere la centralità della cucina, che diventa il nuovo focolare e punto centrale dell’abitazione.
In tutto il mondo stanno emergendo figure femminili “autarchiche”, che non hanno al loro fianco una figura maschile (52%) o, come sottolinea il 44% degli intervistati, malgrado la presenza di figure maschili forti al loro fianco.
I nuovi modelli della donna autarchica
Secondo il 71% degli intervistati Michelle Obama, la vera vincitrice delle ultime presidenziali americane, è così forte da non farsi “schiacciare” dal marito, decisa a portare avanti le sue idee e capace di ottenere consensi unanimi (per altro con il suo orto “autarchico” è un modello assoluto).
Al secondo posto l’italiana Emma Marcegaglia (68% degli esperti) che non si è accontentata di essere “figlia di…” o di ottenere successo nel mondo del lavoro, è addirittura diventata rappresentante di Confindustria, un feudo da sempre maschile. Il tutto senza abdicare alla sua femminilità, e senza rinunciare a farsi una famiglia e ad avere una figlia.
Terzo posto per un’altra donna a stelle e strisce: Hillary Clinton (57%), che ha saputo “risorgere” dalla ceneri del marito e diventare una delle donne più potenti del mondo, senza aver rinunciato alla famiglia.
Quarto posto per un’altra imprenditrice italiana: Marina Berlusconi (51%), che si è creata una propria identità professionale fortissima e un grande rispetto da parte degli “addetti ai lavori”, senza però abdicare alla famiglia, ai figli e alle sue grandi passioni.
Quinto posto per un altro personaggio italiano, l’avvocato Giulia Bongiorno (36%): capace di emergere e farsi valere in un mondo assolutamente maschile, super impegnata, ma sempre pronta a combattere in favore delle donne.